giovedì 30 ottobre 2008

Nuova sezione di foto artistiche sul sito www.fotografo-fotografo.it

Oggi ho inaugurato un nuovo sito con una sezione dedicata alla foto artistica. Ho aperto questa sezione perchè ho deciso di donare alla fotografia nuove risorse; voglio liberarmi un po' dai soliti stereotipi. Le fotografie per uso pubblicitario non danno libertà artistica. E' chiaro che si e' legati al prodotto. Quando per esempio fotografo bottiglie di vino, nel 99% dei casi devo far vedere bene l'etichetta, le serigrafie in oro che la compongono, lo stemma sul collarino, ecc... non ci sono alternative! La stessa cosa vale anche per quando fotografo gioielli. Oro giallo, oro bianco, diamanti, tutto dovra' essere perfetto. Quando fotografo anelli, braccialetti, orologi, questi si dovranno vedere ed apprezzare nei particolari. Sono cose ovvie? Forse, ma spesso capita che le persone affermino che ho un lavoro creativo, invece non è sempre vero. Nella maggior parte dei casi si deve sottostare al prodotto, alle sue esigenze di mercato. Questo dimostra che la creatività "ad uso" commerciale è limitata. Quando lo scopo principe è la vendita di un prodotto, la creatività ne è penalizzata.
La strada che ho iniziato a percorrere da circa un anno, mi libera completamente da tutto questo. La foto artistica ferma il momento che vivi, che vedi, di cui ti innamori. Non esiste niente e nessuno che possa importi che cosa enfatizzare e che possa dirti che è meglio valorizzare il lato destro piuttosto che quello sinistro di un prodotto! La foto è quella, quello è ciò che tu hai deciso di scattare solo e solo tu. Ci possono essere solo due alternative: piace o non piace!
Mi sono quindi "liberato". Il mio intento è quello di utilizzare questa espressione d'arte per trasmettere (se riesco) emozione. Qualche anno fa mi capitò di essere a casa di un amico pittore, scultore, un artista polivalente. Fui fulminato da un suo quadro appena prodotto: lo comprai, senza esitare. Il suo nome era Carlo ... Carlo Bracci. Oggi non c'e più, ma ho un pezzo del suo cuore dentro l'anima di quel quadro appeso alla parete di casa. Ecco, vorrei che qualcuno provasse questa stessa emozione con una delle mie opere. Il desiderio di possederla, di vederla tutti i giorni e di non stancarsi mai di osservarla. Questo cerco. Non ho certo un grosso nome da spendere in campo artistico, le gallerie (almeno quelle MIlanesi) se non hai un nome, meglio se straniero, ti considerano poco. E' "il gatto che si morde la coda"! Hai fatto mostre? Sei famoso? Benvenuto! Non hai fatto mostre, nessuno ti conosce? Bene: ma chi sei? In Italia trovo ci sia chiusura in questo senso. Il business è business e spesso nessuno ha voglia di rischiare, meglio andare sul sicuro. Perchè dovrei esporre un artista che nessuno conosce quando molti hanno alle spalle una storia di esposizioni decennali? Possiamo dare torto ai galleristi? Sinceramente, mettendomi una mano sul cuore, direi di no. E' il loro business, su questo guadagnano ed è giusto che minimizzino il rischio per aumentare le proprie probabilità di successo. Dico solo ... un angolo, un piccolo angolino per qualcuno? Un'opera, solo una. No, niente. Ho incontrato solo un gallerista ha avuto fiducia in me ed ha esposto 5 foto nella sua galleria di Capri.
La rete a questo punto! Tutto sul web! Credo che le probabilità di riuscire a contattare qualcuno aumentino in modo esponenziale, senza filtri ne pregiudizi. Una finestra sul mondo (espressione mai utilizzata!!)!! Ma è vero. Voglio affidarmi alla rete. Fino ad oggi non mi ha mai deluso, perchè dovrebbe farlo ora?
Comunque ho venduto! Naturalmente non in Italia.
Avevo un contatto con una persona importante a Rothschild, hanno visto le mie foto artistiche e ne hanno acquistate 6: cinque in formato 50cm x 70cm ed una in formato 70cm x 100cm. Sono nel loro ufficio di Parigi. Ecco, loro hanno acquistato un'emozione! Questo mi ha reso estremamente felice!
Lo sapevo ... no! Non è come pensate! Non sono felice per il "vile" denaro, ma perchè le mie opere hanno generato quell'impulso di cui parlavo prima. Sono piaciute. Ed è la prima cosa che conta, almeno per me!

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